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I benefici della soia



La migliore amica della donna? La soia! Apprezzata sin dagli albori dell'umanità, oltre ad essere l'alimento della salute e del benessere per eccellenza, si rivela anche un infallibile alleato per quanto riguarda i classici disturbi femminili. Per chi ancora non conoscesse tutti i benefici della soia, ecco un elenco chiaro ed esaustivo che vi farà amare ancora più questo alimento.
Alimento perfetto per il nostro organismo
Rispetto ai nostri amati legumi , la soia ripartisce i suoi valori in maniera diversa: contiene difatti fino al 35% di proteine ed il 18% di grassi, contro il 20% di proteine dei fagioli e solo il 2% di grassi. La soia, più di ogni altro vegetale al mondo, contiene proteine nobili, offrendo al nostro organismo gli otto aminoacidi essenziali che da solo non sarebbe in grado di "fabbricare".
Riduce il colesterolo cattivo 
E' uno dei rari alimenti proteici che contribuisce ad abbassare il cattivo colesterolo, mentre mantiene costante il livello di quello buono. Infatti la soia contiene una sostanza essenziale per il nostro benessere: la lecitina, un emulsionante naturale che mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi sulle pareti delle arterie.
Una fonte inesauribile di acidi grassi essenziali e vitamine 
La soia riesce da sola a fornire il nostro organismo di acidi grassi essenziali, i polinsaturi, che proteggono il sistema cardiovascolare (come gli Omega 3). In più, nella soia sono presenti buone quantità di Vitamine (E e B9) e di minerali (ferro e potassio).
Regola il nostro appetito
Altra cosa che rende speciale la soia è che questa permette una vasta scelta tra molte formule: bevande, pietanze, dessert, latte e, quindi, risulta essere la soluzione ottimale per un'alimentazione equilibrata del nostro organismo, composta da proteine di origine animale e di origine vegetale.
Ha un basso indice glicemico
La soia, così come tutti i suoi derivati, fornisce al nostro organismo la giusta energia, ma in modo lento, senza, quindi, portare il nostro organismo a produrre il picco di insulina che scatena fame e voglia di zuccheri, tenendo quindi a bada la glicemia nel nostro sangue e i possibili chili di troppo! Infatti, per quanto riguarda il peso forma, nei grandi consumatori di soia si riscontrano bassi indici di massa corporea (IMC) e, quindi, prevalenza di massa muscolare piuttosto che di grasso.
Allevia i problemi legati al ciclo o alla menopausa
La soia, a quanto pare, si rivela un'infallibile alleata anche per quanto riguarda disturbi come il ciclo e la menopausa. Gli isoflavoni della soia, infatti, regolano l'eccesso di estrogeni (che causa la sindrome premestruale), sia la carenza di estrogeni (che si riscontra invece in menopausa), riportando gli ormoni a livelli ottimali.
La "forme della soia:
I germogli
I veri germogli di soia si ottengono dal seme di soia. Contengono il 95% di acqua e  vitamine ma sono poco ricchi di proteine. Si consumano in insalata assieme ad altre verdure oppure appena scottati o saltati in padella per accompagnare le carni o i cereali integrali. In commercio di solito si trovano già pronti dei germogli detti "di soia", ma che in realtà provengono da un tipo di fagiolo (mung). Danno 50 kcal per 100 grammi di prodotto. Una porzione da 70 grammi fornisce 35 kcal.
Il tofu
Il tofu, detto anche comunemente formaggio di soia, è un prodotto fresco che si ottiene lasciando coagulare il latte di soia per poi scolarlo. Di colore bianco-panna, si presenta sotto forma di blocco rettangolare denso. In cucina viene utilizzato in moltissimi modi, dato che il gusto molto discreto tende a prendere sapore in funzione degli alimenti che lo accompagnano. Tagliato a cubetti nelle insalate, in padella insieme alle verdure cotte, sbriciolato sopra il sugo al pomodoro per la pasta e il riso o nei ripieni di pasta e verdure. Essendo un derivato del latte di soia ne mantiene le stesse caratteristiche: è privo di colesterolo, contiene le vitamine del gruppo B ma pochi sali minerali. È uno degli alimenti preferiti da coloro che seguono la dieta vegetariana oppure quella priva di lattosio. In commercio lo si trova al naturale, alle erbe, affumicato e con il sesamo. Contiene circa 100 kcal per 100 grammi di prodotto, ovvero una porzione.
Il latte di soia
Il latte di soia si ottiene facendo macerare e frullando la soia nell'acqua. È un buon sostituto del latte per chi è allergico o intollerante al lattosio. Rispetto al latte vaccino è meno calorico, contiene quasi il doppio in proteine e molti meno grassi. È più ricco di ferro e ha la stessa percentuale di vitamine del gruppo B. Il latte di soia è meno ricco di calcio ma ha un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi ed è di facile digestione. Grazie alla presenza della lecitina può contribuire ad abbassare livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue (mentre le proteine di origine animale, in particolare la caseina del latte, tendono ad alzarli). Si può sostituire a quello di mucca nella maggior parte delle preparazioni culinarie: a colazione, nei dolci, nelle salse, come base per cuocere le verdure o i cereali. Facilmente reperibile, a lunga conservazione, il latte di soia si trova al naturale oppure aromatizzato (vaniglia, cioccolato) o con l'aggiunta di vitamina D. È privo di colesterolo ma contiene una buona quantità di acidi grassi polinsaturi. Il latte di soia fornisce 42 kcal per 100 g di prodotto.
Lo yogurt di soia
Lo yogurt di soia, al naturale o aromatizzato, è un prodotto fresco che contiene i fermenti vivi, come un qualsiasi yogurt. Disponibile in tutti i supermercati, è una buona idea per la merenda, una piccolacolazione a metà mattinata o per coloro che amano concedersi il dessert. Le calorie variano a seconda del tipo di yogurt e sono in generale specificate sull'imballaggio del prodotto. Quello naturale, senza aggiunta di zucchero, contiene 72 kcal per 100 g di prodotto.
La carne di soia
La carne di soia, sotto forma di bistecche, hamburger o spezzatino, è il più recente metodo di trasformazione di questo legume; in questo caso la farina ricavata dai semi di soia viene lavorata e resa simile alla carne. Per utilizzarla occorre reidratarla e poi utilizzarla nelle varie ricette (spezzatini, ripieni di carne, ragù, bistecchine). Il sapore dipenderà molto dagli ingredienti utilizzati. Una porzione di carne di soia da 100/120 g fornisce circa 150 kcal.
La farina di soia
La farina di soia viene ricavata dal seme della soia ed è usata in cucina, come qualsiasi normale farina di cereali. La si utilizza, soprattutto mescolata ad altre farine, nella preparazione di torte, pane, pasta, biscotti. Il vantaggio è che non avendo glutine può essere anche assunta dai celiaci, gli allergici alglutine. Contiene circa 360 kcal per 100 g di prodotto.
Attenzione agli OGM
La soia è la più importante coltura transgenica al mondo, soprattutto negli Stati Uniti e nel Brasile, grandi produttori. Anche se non esistono dati certi rispetto alle conseguenze sull'organismo umano della soia geneticamente modificata, per sicurezza è consigliabile consumare la soia tradizionale, assicurandosi della provenienza, oppure quella di agricoltura biologica.
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I 5 PIATTI CON PROPRIETA' CURATIVE


A volte i mali di stagione o dei banali malanni ci buttano giù e ci rovinano la giornata, di sicuro riescono a influenzare il nostro umore. Perché non combatterli con un buon pranzo allora? Basta infatti individuare gli alimenti più giusti per ciascuna circostanza per sentirci immediatamente meglio.

Ecco cinque ricette che possono fare al caso vostro: ciascuna contiene infatti un ingrediente prezioso per combattere un disturbo particolare:

1. Soffrite spesso di mal di stomaco? Provate con una zuppa allo zenzero. Basterà far cuocere 12 funghi secchi, 1 porro tritato, del cavolo tagliato sottile e 1 carota. Lo zenzero fresco, unito ad un buon brodo caldo, darà sollievo al vostro stomaco in subbuglio.

2. Se invece siete giù di tono, provare con un piatto a base di quinoa. Cereale adatto anche ai celiaci perché privo di glutine, la quinoa è ricca di proteine e di riboflavina, una vitamina del gruppo B necessaria per la produzione di energia all'interno delle nostre cellule. Basterà cuocerla pilaf con della cipolla, del pollo, olive verdi tritare, mirtilli rossi e mandorle tostate per avere una vera e propria sferzata di energia.

3. Vi sentite congestionati? In questo caso basterà attenersi agli insegnamenti delle nonne e preparare la classica zuppa di pollo. Per rendere il tutto più gustoso e ancora più efficace, però, aggiungete pure un cucchiaino di chili in polvere e del pepe macinato fresco.

4. Se invece ciò che vi affligge è un po' di gonfiore, provate con una torta salata agli spinaci. Il potassio di cui sono ricchi aiuterà a ridurre questa sensazione sgradevole.

5. Contro il mal di testa, infine, provate una semplicissima frittata di zucca. L'alto contenuto di magnesio infatti vi aiuterà a far passare più velocemente la vostra emicrania.
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I vegetariani vivono più a lungo di chi mangia la carne


I vegetariani vivono meglio e più a lungo di chi mangia la carne. Questo è quanto emerso da un studio effettuato dall'Adventist Health Study. Una serie di indagini effettuate negli anni Settanta dalla Loma Linda University della California avevano monitorato le abitudini alimentari di migliaia di Avventisti del Settimo Giorno ed avevano altresì rilevato una maggior lunghezza di vita in chi basava la propria alimentazione su cibi non animali.
I pro di una dieta vegetariana
Gli stessi studi avevano inoltre indicato che il tipo di alimenti spesso consumati nelle diete vegetariane (frutta, verdura, noci, legumi) può ridurre il rischio di una persona di incorrere in malattie come cancro, infarti, diabete di tipo 2. Nel 2002 il National Institutes of Health ha dato alla Loma Linda una borsa di studio per continuare questo tipo di ricerca: studio che oggi  è a metà strada ed ha interessato circa 96.000 persone, provenienti da Stati Uniti e Canada. Ebbene, gli Avventisti vegetariani vivono una media di 83.3 anni (gli uomini) e di 85.7 le donne, 9,5 e 6,1 anni in più rispetto ai carnivori.
La dieta vegana
In generale, poi, i vegani (che non usano neanche latte, latticini, uova e derivati e si rifiutano di acquistare o usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali) pesano in media 30 chilogrammi in meno di carnivori, oppongono una minor resistenza all'insulina ed hanno una salute maggiormente rafforzata. Avventisti che promuovono il vegetarianesimo e scoraggiano l'uso di alcolici, delle sigarette e delle droghe. Per fare un esempio l'inventore dei cereali a colazione, John Harvey Kellogg, è uno dei più famosi fondatori della chiesa Avventista.
Vegetariani in italia
Secondo il rapporto Eurispes 2011 sono circa 5 milioni gli italiani vegetariani, mentre lo 0,4% è vegano. Scelgono questo regime alimentare soprattutto le donne: il 7,2% contro il 5,3% degli uomini; le vegane sono invece lo 0,5% contro lo 0,3% dei maschi. Anche il 13,5% di giovanissimi, tra i 18 e i 24 anni, e persino il 9,3% degli over 65, predilige diete senza carne, con evidenti benefici per la salute e lo stile di vita, almeno secondo gli esperti. I consumatori vegetariani sono sempre più numerosi e rappresentano circa il 9% della popolazione italiana e il 6% di quella mondiale. Ancora più numerosi, l'86% secondo la
Doxa, gli italiani propensi ad acquistare prodotti realizzati senza utilizzo di prodotti animali, certificati da enti indipendenti e identificati da un marchio.
Il parere dell'oncologo Umberto Veronesi
Eliminare la carne dal piatto è quasi un dovere per l'oncologo Umberto Veronesi, illustre paladino della dieta vegetariana. "Il vegetarianesimo non è soltanto una scelta alimentare, ma una filosofia di vita - ha detto in più di una circostanza - Anzi, io penso che l'essere vegetariani da scelta si stia trasformando in necessità".
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I Legumi


I legumi saranno il cibo del futuro


E se per scampare alla fine del mondo bastasse mangiare un legume? Certo, non uno solo e non una sola volta, ma secondo il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, i legumi possono essere annoverati fra i “Cibi che cambiano il mondo”, come recita lo slogan del Salone Internazionale del Gusto in corso a Torino dal 25 al 29 ottobre. 

Torna il Salone del Gusto, da quest'anno evento unico con Terra Madre, che nelle quattro precedenti edizioni ha accompagnato con una rilevanza crescente l'appuntamento biennale organizzato da Slow Food. Le due idee di fondo sono d'altronde inscindibili: il mondo del cibo e della gastronomia non possono prescindere da chi lavora la terra, da chi trasforma ogni giorno la natura in cultura. La rete delle comunità del cibo sparse su tutto il pianeta si unisce all’incredibile patrimonio del Salone – produttori, cuochi, esperti degustatori, responsabili di presidio – e lo arricchisce di storie uniche ancorché universali

Per tutti coloro che si interrogano su cibo, benessere e ambiente quello di Torino è un appuntamento imperdibile, dedicato quest'anno ai “Cibi che cambiano il mondo”: un progetto rivoluzionario, che richiede un nuovo modo di pensare, per fare qualcosa di buono per la salute, l’ambiente e il sistema produttivo senza rinunciare al piacere del cibo e alla convivialità. Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, ci accompagna alla scoperta del salvifico borlotto...
    

“Scegliamo i temi cercando di fare a chi ci visita un racconto coerente nel tempo. Nel 2010 avevamo scelto “Cibo e territori”, perché se dietro il cibo non c'è un'identità territoriale è qualcosa di zoppo in partenza, mentre il territorio si esprime anche attraverso i suoi cibi: un tema squisitamente culturale, alla ricerca delle radici dei cibi per comprendere il loro discorso fin dall'inizio. Quest'anno abbiamo scelto “Cibi che cambiano il mondo” con un passaggio deciso al versante politico: vogliamo affermare che con le nostre scelte alimentari quotidiane possiamo iniziare il cambiamento di cui abbiamo bisogno, soprattutto in questi momenti di crisi. I cibi possono cambiare il mondo e i cibi che raccontiamo al salone sono quelli che maggiormente possono aiutarci in questo obbiettivo”.

Quali sono questi cibi?
“Sono numerosi ma vorrei cominciare con i legumi. Le tantissime varietà della nostra tradizione – così come accade anche in altri paesi: fagiolicecilenticchie – ci consentono di avere una dieta più varia, arricchire il nostro menù, ridurre il nostro consumo di carne sostituendo le proteine animali. In questo modo facciamo del bene alla nostra salute e all'ambiente, perché gli allevamenti mettono grande pressione il territorio, e recuperiamo una biodiversità locale che arricchisce, perché si diversificano le colture e si migliora il paesaggio. Chiaramente non si tratta di un effetto immediato, ma è un buon esempio di come una scelta elementare che non costa di più ci permette di migliorare la nostra dieta e la qualità dell'ambiente e avere un bilancio positivo”.

Il mondo visto da Slow Food è sempre così bello?
“Il mondo visto da Slow Food rivela delle speranze. Non è che non vediamo i problemi, la crisi, le tensioni, però si vedono anche i giovani che vogliono tornare a occuparsi di cibo e fare i mestieri agricoli, piccole comunità che hanno creato progetti geniali, prodotti che hanno rilanciato territori, economie ricostruite in aree prima considerate marginali, aspetti virtuosi della globalizzazione con piccole comunità che dialogano con comunità simili in giro per il mondo. Non ci sono segnali di scampato pericolo ma ci sono segnali di possibilità di farcela, in una rete di alleanze e sussidiarietà. È questo che vogliamo raccontare al Salone e con i “Cibi che cambiano il mondo”: non arriva nessuno a salvarci, ognuno di noi può ogni giorno con la sua forchetta votare per un mondo migliore. Una scelta quotidiana dopo l'altra, una persona dopo l'altra, determineranno il cambiamento”.

Perché nonostante il successo crescente il Salone mantiene la cadenza biennale?
“Proprio perché è uno dei motivi del successo! Portare tutti i contenuti che ci sono, costruire la necessaria rete di relazione, stimolare i produttori e gli addetti ai lavori, dare qualcosa di nuovo a giornalisti e appassionati che vengono da tutto il mondo richiede tempo e attenzione”.
Orgogliosamente Slow anche in questo... 
“Sì, senza contare la voglia e l'attesa che matura in due anni, per fare il punto della situazione su quanto “seminato” due anni prima, verificare come si è proceduto sui diversi progetti e rinsaldare le relazioni costruite negli anni precedenti.
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IL TE'


Con l'autunno che porta temperature più fresche, si rispolvera volentieri l'abitudine del tè caldo, a colazione e a merenda o, per i più chic, come accompagnamento dei pasti principali. Senza addentrarci nei pur affascinanti rituali che circondano la tradizione della bevanda più antica e consumata al mondo, possiamo concentrarci sulle proprietà dei diversi tipi di tè, per comprenderne i molteplici benefici.
Il tè nasce dalla messa in infusione di foglie e/o germogli di Camellia sinensis, pianta legnosa originaria di Cina, Giappone, India e Sri Lanka. A seconda della lavorazione cui vengono sottoposte le diverse parti, si ottiene il tè nero, il tè verde, il tè bianco, il tè giallo, il tè oolong e il tè Pu'er. Tanto per sfatare un mito, tutte contengono caffeina, teina, catechina e fluoruro ma le concentrazioni cambiano anche a seconda della fermentazione o meno delle I foglie.
Centrale, comunque, è la presenza dei polifenoli, che determina numerose proprietà curative e preventive, in primis per apparato cardio-circolatorio, fegato e sistema immunitario. Sono inoltre sempre più numerosi gli studi secondo cui questa bevanda avrebbe capacità di contrasto alle patologie oncologiche. Sperando di non dover mai scomodare effetti così importanti, possiamo poi ricordare il suo aiuto nell'abbassare la pressione sanguigna, vista la sua più ampia azione sulla regolazione della pressione corporea. Poi ci sono i tannini che, riducendo le infiammazioni del tratto gastrointestinale, mettono in campo un'importante proprietà digestiva e anti-colesterolo.
Dunque, una sferzata di benessere per tutto il corpo e un piacevole momento per il nostro gusto, che possiamo accontentare facendogliene provare letteralmente di tutti i colori, a seconda del periodo o del momento della giornata. La distinzione parte dalla differente lavorazione delle foglie e prevede principalmente tè "fermentati", le cui foglie vengono lasciate ossidare e diventare di colore bruno, e tè "non fermentati", le cui foglie vengono trattate con il calore proprio per impedirne l'ossidazione. Esistono poi i tè "parzialmente fermentati" o "semifermentati", a metà tra le due lavorazioni. I nomi in italiano corrispondono alla traduzione letterale dal cinese per i tè non fermentati (verde, giallo e bianco), mentre mescolano un po' le carte rispetto a quelli fermentati.
Verde
Poiché le foglie non vengono lasciate fermentare, l'infuso che se ne ricava è più chiaro e delicato, anche nella colorazione, che tende più al verde appunto che al brunito. A seconda della piegatura delle foglie prima della loro essiccazione definitiva, si ottengono poi il Gunpowder, piccole palline simili alla polvere pirica, oppure il Lu'an Guapian e il Lung Ching, simili ai semi del melone.
Giallo
Considerato il tè più ricercato per i cinesi, difficilmente si trova in Occidente e sempre a prezzi molto elevati, anche tre euro al grammo. La sua produzione, a partire dal tè verde, è d'altronde molto limitata ed è da sempre considerato preziosissimo, tanto che durante le varie dinastie si utilizzava per pagare i tributi all'imperatore.
Bianco
Detto anche "aghi d'argento", anche questo tè è preziosissimo. In determinati giorni dell'anno viene compita la raccolta dei germogli prima che si schiudano in foglie e li si lascia appassire e essiccare, senza sottoporli a calore diretto.
Le foglioline diventano così color argento e danno un infuso molto chiaro e delicato.
Oolong (in cinese tè verdeazzurro o tè blu)Questi tè subiscono un parziale processo di ossidazione, quindi hanno un colore e un sapore più intensi rispetto al tè verde.
Naturalmente, a seconda di quanto dura la semi-fermentazione, si ottengono diversi tipi di "drago nero", dai più lievi Pouchong e Jade fino aglii Hong Pao, Mi Lan Xian, Se Chung e Bai Hao.
Nero (in cinese tè rosso)Prodotto principalmente in India e in Africa, è il tè più diffuso in occidente e il più ricco di teina, così che sostituisce spesso il caffè (attenzione dunque a non eccedere). Le fasi della lavorazione che determinano le caratteristiche più importanti di questi tè sono: l'arrotolamento delle foglie, che consente loro di sprigionare gli olii essenziali e fissare l'aroma; l'ossigenazione delle foglie poi srotolate, che produce la fermentazione e la colorazione delle foglie da verdi a rosse.
Pu'erh (in cinese tè nero)Se fosse un vino, questo tè postfermentato sarebbe il barolo, votato all'invecchiamento. Da millenni viene pressato in panetti che consentono una conservazione più duratura e un trasporto più agevole: possono essere a nido, a mattonelle, a palline o a tazza. 
Il più famoso tra i tè pressati è certamente il Pu'erh, che dà appunto il nome alla categoria, cui i cinesi attribuiscono molte proprietà: digestive, anti-diarroiche, anti-colesterolo).
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News

Il Cioccolato Fa Dimagrire

Gia da diversi giorni circolano molto online i risultati di una ricerca scientifica condotta negli Stati Uniti da Beatrice A. Golomb della Università della California (San Diego) insieme con alcuni colleghi, dove si sostiene che la regolare assunzione di cioccolato aiuta a mantenere il peso forma. Lo studio è stato ripreso da molti giornali in tutto il mondo e online gli articoli che ne parlano sono tra i più letti - per esempio - sul sito della BBC, del Wall Street Journal e del New York Times. Non sono mancati i titoli a effetto in materia e le eccessive semplificazioni, che rischiano di dare un messaggio diverso da quello che avevano in mente Golomb e colleghi quando hanno tratto le conclusioni del loro studio.




La ricerca è stata pubblicata il 26 marzo scorso sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine ed è stata finanziata dai National Institutes of Health, un'agenzia del ministero della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti. I ricercatori hanno coinvolto 1000 volontari, indagando sul loro stile di vita: hanno chiesto informazioni sulla frequenza con cui fanno attività fisica, sulla quantità di calorie assunte ogni giorno e sulla frequenza con cui mangiano cioccolato. Nella maggior parte dei casi si trattava di persone di mezza età, abituate a fare attività fisica tre volte la settimana e a concedersi un po' di cioccolato un paio di volte la settimana. Cioccolato di diverso tipo a seconda dei loro gusti: fondente, al latte o bianco.



Dallo studio è emerso che le persone che mangiano con più frequenza cioccolato tendono ad avere un indice di massa corporea (BMI) più basso, nonostante assumano prodotti che contengono grassi e zuccheri. Il BMI è il rapporto tra il peso e l'altezza di una persona e serve per valutare il suo peso forma. Si calcola dividendo il proprio peso in chilogrammi per il quadrato della propria altezza espressa in metri. Se il numero è compreso tra 18,50 e 24,99 si è di peso regolare, valori al di sopra o al di sotto indicano rispettivamente condizioni progressive di sovrappeso o di sottopeso.



In media, spiegano i ricercatori, la differenza rilevata tra mangiatori regolari di cioccolato e persone che non lo assumono è stata di 2,3 - 3,1, per quanto riguarda il BMI. La differenza è considerevole e induce a prendere molto con le molle il risultato dello studio, anche se Golomb e colleghi assicurano di aver fatto i loro calcoli statistici tenendo in considerazione un'ampia serie di variabili come età, genere, consumo di frutta e verdura, quantità di calorie e grassi assunti ed eventuali stati di depressione. Il dato, spiegano nella ricerca, non cambia di molto se si applicano anche solo alcune delle variabili.



La cosa che diversi articoli pubblicati in questi giorni per raccontare la notizia hanno omesso è che i ricercatori non arrivano alla conclusione che più cioccolato si mangia più si resta in forma o si dimagrisce. Ciò che conta, spiega Golomb, è la frequenza con cui viene consumato il cioccolato e non la quantità: «Il fatto non è che mangiare grandi quantità di cioccolato faccia bene; è che ci sono effetti positivi mangiandolo spesso. Se mangi 4,5 chilogrammi di cioccolato al giorno non andrà certo a finire bene».



Negli ultimi anni diverse ricerche scientifiche si sono occupate degli effetti del cioccolato sulla salute. Alcuni studi hanno messo in evidenza che chi lo mangia regolarmente ha una pressione cardiaca più bassa e stabile, cosa che aiuta a ridurre i rischi per il cuore. Altre ricerche si sono concentrate sugli effetti del cioccolato per il colesterolo - sembra aiuti a tenerlo a bada - e altre ancora sul suo effetto nel regolare la produzione di insulina, l'ormone che tra le altre cose regola i livelli di glucosio nel sangue. Questi studi sono accolti con molta cautela dalla comunità scientifica e ricevono spesso dure critiche, perché non è semplice ottenere prove solide e calcolare tutte le variabili possibili.



Golomb e colleghi dicono di non avere ancora capito come il cioccolato, che è una sostanza molto energetica perché ricca di grassi e di solito di zuccheri, possa rendere più probabile il mantenimento del peso forma se assunto con regolarità e in piccole dosi. Un'ipotesi è che gli antiossidanti e gli altri nutrienti del cioccolato diano forti stimoli al nostro metabolismo, facendolo accelerare e portandolo quindi a bruciare un maggior numero di calorie. Ma non c'è ancora nulla di così certo

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News

Ginseng

Il Ginseng è una pianta dalla radice conosciuta ed apprezzata per le sue proprietà tanto da essere chiamata anche "essenza umana". Conosciuta da più di quattromila anni, quella del Ginseng è una pianta molto usata in Cina che arrivò in Europa intorno al XVIII secolo e fu molto apprezzata soprattutto per le sue proprietà afrodisiache. Col passare del tempo si capì che oltre ad essere un buon viagra naturale, il Ginseng aveva altre benefiche proprietà. A tutt'oggi è apprezzato, dunque, anche nei paesi occidentali.




Proprietà e benefici del ginseng

Dal punto di vista strettamente chimico, il principio attivo della radice del Ginseng è di una grande complessità, per questo ancora adesso non è stato possibile sintetizzarla in laboratorio. Nel Ginseng sono presenti sostanze quali zolfo, magnesio, calcio e zinco e buone quantità di vitamine B1,B2 e B6. Gli effetti sull'organismo di questa radice quasi miracolosa sono molteplici.


Azione tonificante: il Ginseng migliora il processo metabolico ed aumenta la produzione di energia nelle cellule, procurando così un migliorato rendimento fisico ed una maggiore resistenza alla fatica. Nei bar, infatti, è possibile trovare caffè al Ginseng che promettono di dare la carica;



Tonifica senza creare dipendenza: il Ginseng ha la capacità di tonificare senza eccitare e senza creare dipendenza, come avviene, invece, per la caffeina;



Il Ginseng ha anche un effetto antidepressivo, combatte l'ansia, aumenta le capacità di concentrazione e di memorizzazione;

Il ginseng combatte l'ipertensione arteriosa;

E' un viagra naturale: il Ginseng stimola le ghiandole sessuali, aumenta la produzione di ormoni e la capacità sessuale.

Controindicazioni

Ginseng sì, ma attenzione alle controindicazioni. Si dice che un uso eccessivo di questa radice possa nuocere provocando emicranie e stati di tensione nervosa.



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